Cassazione Ordinanza 08.02.17 nr. 3300 - Riconoscimento del credito derivante da interessi maturati nelle transazioni commerciali
Con Ordinanza n. 3300 del giorno 8 febbraio 2017, la Suprema Corte, in tema di riconoscimento del credito derivante da interessi maturati nelle transazioni commerciali, sulla base del d.lgs. 9 ottobre 2002 n. 231, di recepimento della direttiva 2011/7/UE, ha confermato che “i presupposti per l'applicazione del diritto comunitario (e cioè l'automatico addebito degli interessi moratori nei rapporti a cui è applicabile la direttiva menzionata) ricorrono proprio perché imposti ex lege e senza necessità di un provvedimento giudiziale fino a quando non intervenga la cd. dichiarazione di fallimento dell'impresa ad essa assoggettata (avente, peraltro, natura costitutiva: Cass. Sez. unite, sentenza n. 26619 del 2007 e succ. conff.) e senza che quella possa avere effetto retroattivo, disponendo la cancellazione del relativo ammontare ormai legittimamente maturato”. In mancanza di una sentenza passata in giudicato che abbia accertato il credito maturato a titolo di interessi moratori, l’accertamento è demandato al giudice delegato in sede di ammissione al passivo del credito, secondo le regole stabilite dalla legge speciale, attuativa della direttiva comunitaria.

 

 


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