Concordato preventivo: brevi riflessioni circa l’annotazione del G.D. sulle scritture di Saverio Mancinelli
CONCORDATO PREVENTIVO: BREVI RIFLESSIONI CIRCA L’ANNOTAZIONE DEL G

CONCORDATO PREVENTIVO: BREVI RIFLESSIONI CIRCA L’ANNOTAZIONE DEL G.D.  SULLE SCRITTURE di Saverio Mancinelli

La disposizione dell’art. 170 L.F. (il giudice delegato fa annotazione sotto l’ultima scrittura dei “libri presentati”) è ancora oggi rimasta invariata nella legge “riformata, corretta e più volte rivisitata” dal legislatore. Secondo alcuni “l’annotazione del giudice” sembrerebbe superata dalle circostanze che:

- l’art. 160 L.F. non prevede più alcun obbligo di deposito delle scritture contabili da parte del debitore ricorrente;

- la condizione di “regolare tenuta della contabilità” è stata sostituita, nella vigente normativa, dall’onere di allegazione di una relazione aggiornata sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’impresa e degli altri documenti previsti dall’art. 161, tra cui l’elenco nominativo dei creditori con l’indicazione dei rispettivi crediti e delle cause di prelazione, nonché dalla presenza dell’attestazione di veridicità dei dati aziendali da parte del professionista (dal che l’impossibilità di inserimento di poste fittizie già dopo la presentazione della domanda, con conseguente inutilità della funzione cautelare che il legislatore del 1942 voleva attribuire alla norma in sede di ammissione alla procedura).

Tuttavia la (vecchia) disposizione di annotazione da parte del giudice viene, ancora oggi, richiesta ed effettuata in vari tribunali, con notevole dispendio di energie e di tempo da parte del debitore, del commissario giudiziale e del giudice delegato.

Oggi il D.L. 83/2015 conv. con mod. dalla L. 132/2015, ha modificato l’art.163 L.F., dove si legge che “con il provvedimento di cui al primo comma, il tribunale: … ordina al ricorrente di consegnare al commissario giudiziale entro sette giorni copia informatica o su supporto analogico delle scritture contabili e fiscali obbligatorie”.

Personalmente ritengo che questa sia la “spallata definitiva” alla disposizione dell’art. 170 L.F. e che, conseguentemente, la stessa debba considerarsi (implicitamente) abrogata, prevedendosi espressamente ed esclusivamente la consegna di documentazione in formato elettronico da parte del debitore ammesso alla procedura di concordato preventivo, su cui ovviamente non appare possibile alcuna “annotazione sotto l’ultima scrittura” da parte del giudice delegato.


 

 


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