Analisi dell’art. 182 quinquies l.f. di Giselda Canonico
TRIBUNALE DI PESCARA SEZ

Analisi dell’art. 182 quinquies l.f. di Giselda Canonico

Il decreto legge 22 giugno 2012 n. 83 più noto come il “decreto Sviluppo” convertito con legge n. 134/2012 ha introdotto alcune modifiche alla legge fallimentare ed ha inserito altri 5 nuovi articoli (artt. 169 bis, 182 quinquies , 182 sexies, 186 bis e 236 bis) tra cui l’art. 182 quinquies che qui ci interessa analizzare.

In particolare, il decreto sviluppo si è posto l’obiettivo di facilitare le imprese che intendono proporre concordati preventivi o accordi di ristrutturazione a superare la crisi attraverso la possibilità di contrarre finanziamenti provenienti da qualsiasi fonte sia esterna che interna all’impresa.

La possibilità di acquisire nuova finanza prededucibile, rappresenta una previsione necessaria per cercare di frenare la carenza di liquidità e le difficoltà di accesso al credito che normalmente caratterizzano le imprese in crisi. Infatti, le imprese in crisi soprattutto nelle fasi iniziali di risanamento necessitano non solo della riduzione dei costi, ma anche di nuove risorse da investire nella riorganizzazione dell’azienda nella prospettiva di invertire il ciclo economico e monetario che in questa fase si presenta tipicamente sfavorevole.

Come si sa l’art. 182 quater già attribuiva il beneficio della prededucibilità ai crediti derivanti da finanziamenti effettuati da banche e intermediari finanziari con la criticità però dei cosiddetti finanziamenti –ponte cioè quei finanziamenti che sarebbero dovuti servire per sostenere i costi necessari alla prosecuzione dell’impresa prima ed in vista dell’accesso alla procedure di composizione della crisi. I finanziamenti ponte o finanziamenti anteriori sono cioè quelli erogati materialmente prima dell’inizio delle procedure e non quelli programmati o deliberati prima ma erogati dopo.

La norma infatti non dava alcuna sicurezza alle banche e agli altri finanziatori in ordine all’attribuzione del beneficio della prededucibilità in quanto lo condizionava ad un evento futuro ed incerto e cioè all’accoglimento da parte del Tribunale della domanda di ammissione al concordato preventivo e all’omologa degli accordi. Il decreto sviluppo in realtà non ha apportato alcun miglioramento sotto questo profilo ma è intervenuto allargando l’ambito dei finanziamenti esterni riconoscendo a qualunque finanziamento e da chiunque concesso il beneficio della prededucibilità, se concessi appunto nel periodo compreso tra la presentazione delle domande di concordato, anche con riserva, o di proposte di accordi di ristrutturazione dei debiti e l’emanazione del decreto di ammissione al concordato o del decreto di omologa dei predetti accordi.

L’art. 182 quinquies si occupa quindi proprio dei finanziamenti erogandi o erogati dopo la presentazione delle suddette domande e prima del decreto di ammissione del concordato o di omologa degli accordi.

Il primo comma disciplina i cd. finanziamenti interinali e cioè quei finanziamenti che vengono materialmente erogati nel corso del procedimento (di pre-concordato o concordato, pre-accordo o di accordo di ristrutturazione ) e prima dell’omologa, distinguendoli perciò da quelli previsti dall’art. 182 quater e cioè i finanziamenti cd. in esecuzione e i finanziamenti anteriori o finanziamenti ponte cioè quelli erogati prima della presentazione delle domande, rendendo in tal modo l’art. 182 quater sempre meno applicabile.

Per accedere ai finanziamenti interinali, l’impresa in crisi ha bisogno dell’autorizzazione del Tribunale, come espressamente previsto dall’art. 182 quinquies senza la quale non possono essere concessi e di conseguenza gli erogatori di detti finanziamenti non possono usufruire di quel trattamento di favore previsto dalla legge.

( mentre i finanziamenti previsti ai sensi dell’art. 182 quater non pongono alcun problema di autorizzazione perché previsti nell’ambito della proposta e pertanto rientrano nel provvedimento generale di omologa).

Quali sono le previsioni di favore?

-la prededucibilità ai sensi dell’art. 111 l.f.;

-l’opponibilità ai creditori anteriori (art. 167 l.f.);

-l’esenzione dalla revocatoria fallimentare ex art. 67;

-l’esenzione dai reati di bancarotta, non sono punibili ai sensi dell’art. 217 bis.

L’art. 182 quinquies subordina la possibilità di chiedere al Tribunale l’autorizzazione a contrarre finanziamenti prededucibili all’attestazione di un professionista designato dal debitore in possesso dei requisiti di cui all’art. 67 terzo comma lettera d) (ex art. 28 l.f. ed iscritto nel registro dei revisori contabili). Il professionista deve verificare il complessivo fabbisogno finanziario dell’impresa sino all’omologazione ed attestare che tali finanziamenti sono funzionali alla migliore soddisfazione dei crediti.

Concedendo persino oltre alla prededucibilità ex art. 111 anche la garanzia del pegno o ipoteca su beni del debitore: 3°comma 182 quinquies

Si guardi bene tali finanziamenti possono essere richiesti anche quando i concordati e gli accordi prevedano la semplice liquidazione dell’impresa e la sua cessazione, quindi senza che sia necessaria la continuità aziendale.

Non vi è dubbio che trattasi di attestazione speciale del professionista ed aggiuntiva rispetto a quella sulla fattibilità del piano. Tra l’altro può essere presentata anche dopo la domanda di concordato preventivo o di omologa dell’accordo di ristrutturazione dei debiti.

Il fatto che l’istanza autorizzatoria è atto giuridicamente distinto dall’atto principale non è soggetta né al regime di pubblicità presso il registro delle imprese né ad alcuno speciale obbligo di comunicazione ai creditori. Conseguentemente non è soggetto a tali oneri nemmeno il provvedimento emesso dal Tribunale.

Strategicamente è opportuno quindi che detta istanza venga proposta separatamente dalle domande principale di ammissione al concordato preventivo o di accordo di ristrutturazione in modo che il proponente può evitare di far sapere ai creditori che c’è qualcuno che verrà trattato meglio di altri.

L’art. 182 quinquies secondo comma prevede che l’autorizzazione possa riguardare anche finanziamenti non ancora oggetto di trattative pur esigendo la norma che i finanziamenti siano individuati per tipologia ed entità. Ciò significa che tali finanziamenti debbano quanto meno essere contemplati nel piano concordatario o di ristrutturazione, quindi la mancanza di un piano sarà di ostacolo ad una valutazione completa ed esaustiva da parte del Tribunale con prevedibile loro rigetto.

Altro particolare previsto dall’art. 182 quinquies 1°comma riguarda la verifica da parte del professionista sul complessivo fabbisogno finanziario dell’impresa, e cioè il professionista per far ottenere all’impresa l’autorizzazione a contrarre finanziamenti funzionali all’ammissione al concordato o all’accordo, deve motivare sul complessivo fabbisogno finanziario dell’impresa e ciò sino all’omologazione e non oltre data la natura interinale di tali finanziamenti. Pertanto non occorre che sia attestata la funzionalità fino a tutto l’orizzonte temporale post- omologa ma occorre che vi sia spiegata l’utilità e rilevanza di detti finanziamenti per l’ottenimento dell’omologa delle procedure.

L’art. 182 quinquies prevede al quarto comma altresì la possibilità per il debitore di essere autorizzato a pagare crediti anteriori per prestazioni di beni o servizi previa attestazione del professionista che certifichi che tali prestazioni sono essenziali per la prosecuzione dell’attività di impresa e funzionali ad assicurare la migliore soddisfazione dei creditori.

Il legislatore, in buona sostanza, considera tali pagamenti alla stregua di atti di straordinaria amministrazione che, a causa della loro incidenza sul patrimonio del debitore e della loro, quanto meno potenziale dannosità per i creditori, esige per il loro compimento non solo l'autorizzazione del Tribunale, ma rigorosi presupposti la cui sussistenza deve essere oggettivamente verificata.

La norma contenuta nel quarto comma comporta altresì una deroga al principio della par condicio credito rum, essa ha pertanto natura eccezionale e non è applicabile in via analogica a fattispecie non espressamente contemplate, da ciò la severità di molti Tribunali nell’analizzare le istanze avanzate dalle imprese ai sensi del 4° comma dell’art. 182 quinquies l.f..

Quali devono essere dunque i requisiti previsti dall’art. 182 quinquies quarto comma affinchè possa ottenersi l’autorizzazione del Tribunale:

deve trattarsi di concordato con continuità ex art. 186 bis

di pagamento di credito anteriore per prestazioni di beni o servizi;

di prestazione essenziale per la prosecuzione dell'attività;

di prestazione funzionale ad assicurare il miglior soddisfacimento dei creditori.

La sussistenza di detti requisiti, inoltre, deve essere attestata da professionista in possesso dei requisiti di cui all'art 67 terzo comma lett. d).

Avv. Giselda Canonico – Foro di Pescara


 

 


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