Genesi e struttura del Libro I del Decreto legislativo 6 settembre 2011, nr. 159 di Luca Cosentino
La legge 13 agosto 2010, nr. 136, aveva delegato l'Esecutivo a produrre un decreto legislativo relativo al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, al fine di assemblare le varie fonti legislative antimafia strutturate nello spettro processuale, penale ed amministrativo. Il Decreto legislativo 6 settembre 2011, nr. 159, assolvendo al compito demandato, ha necessariamente scorporato la sua struttura unitaria armonizzandola in quattro libri: - Libro I: Le misure di prevenzione; - Libro II: La documentazione antimafia; - Libro III: Le attività informative ed investigative nella lotta contro la criminalità organizzata. L’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata; - Libro IV: Modifiche al codice penale e alla legislazione penale complementare. Abrogazioni. Disposizioni transitorie e di coordinamento. Quanto al Libro I questo risulta così articolato: LIBRO I - Le misure di prevenzione Titolo I - LE MISURE DI PREVENZIONE PERSONALI Capo I - Le misure di prevenzione personali applicate dal questore (articoli da 1 a 3) Capo II - Le misure di prevenzione personali applicate dall'autorità giudiziaria Sezione I - Il procedimento applicativo (articoli da 4 a 9) Sezione II - Le impugnazioni (articolo 10) Sezione III - L'esecuzione (articoli da 11 a 15) Titolo II - LE MISURE DI PREVENZIONE PATRIMONIALI Capo I - Il procedimento applicativo (articoli da 16 a 26) Capo II - Le impugnazioni (articolo 27) Capo III - La revocazione della confisca (articolo 28) Capo IV - Rapporti con i procedimenti penali (articoli 29 e 30) Capo V - Le misure di prevenzione patrimoniali diverse dalla confisca (articoli da 31 a 34) Titolo III - L'AMMINISTRAZIONE, LA GESTIONE E LA DESTINAZIONE DEI BENI SEQUESTRATI E CONFISCATI Capo I - L'amministrazione dei beni sequestrati e confiscati (articoli da 35 a 39) Capo II - La gestione dei beni sequestrati e confiscati (articoli da 40 a 44) Capo III - La destinazione dei beni confiscati (articoli da 45 a 49) Capo IV - Regime fiscale dei beni sequestrati o confiscati (articoli 50 e 51) Titolo IV - LA TUTELA DEI TERZI E I RAPPORTI CON LE PROCEDURE CONCORSUALI Capo I - Disposizioni generali (articoli da 52 a 56) Capo II - Accertamento dei diritti dei terzi (articoli da 57 a 62) Capo III - Rapporti con le procedure concorsuali (articoli da 63 a 65) Titolo V - EFFETTI, SANZIONI E DISPOSIZIONI FINALI Capo I - Effetti delle misure di prevenzione (articoli da 66 a 69) Capo II - La riabilitazione (articolo 70) Capo III - Le sanzioni (articoli da 71 a 76) Capo IV - Disposizioni finali (articoli da 77 a 81). Il Libro I sembra un'appropriata sintesi e limatura delle pregresse fonti normative che, prima di tale intervento del precedente Governo, risultavano costituire un complesso mosaico i cui tasselli sono stati spesso modificati dal legislatore per contestualizzarli alle esigenze del tempo se non alla c.d. legislazione d'emergenza. Si rammentano le norme di prevenzione personale (legge 27 dicembre 1956, nr. 1423) e patrimoniali (legge 31 maggio 1965, nr. 575) a cui sono seguite le Leggi 152/75, 629/82, 646/82, 327/88, 282/89, 55/90, 197/91, 203/91, 410/91, 172/91, 356/92) a cui hanno più recentemente fatto seguito il decreto legge 23 maggio 2008, nr. 92, recante “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica”, conv. in L. 24 luglio 2008, nr. 125; la legge 15 luglio 2009, nr. 94, recante “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”; in ultimo il decreto legge 4 febbraio 2010, n. 4, recante “Istituzione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”, conv. in l. 31 marzo 2010, nr. 50, sistematicamente correlato alla normativa in esame. Per quanto concerne l’Agenzia, la cui sede è fisicamente situata a Reggio Calabria, si rileva che questa avrebbe il compito di coadiuvare l’autorità giudiziaria e l’amministratore giudiziario nella complessa attività di gestione dei beni. L’Agenzia dovrebbe amministrare e custodire questi ultimi, incluse le aziende, dalla pronuncia di primo grado fino alla confisca definitiva. Infine, l’Agenzia dovrebbe occuparsi anche della destinazione dei beni confiscati. Inoltre, l’Agenzia dovrebbe svolgere attività di monitoraggio e studio sull'attività ad essa demandata per consentire di individuare e superare le problematiche di più frequente riscontro. Ad oggi, però si rileva un certo scollamento dell’Agenzia rispetto all’attività concretamente profusa sul territorio dagli altri attori istituzionali coinvolti. Stessa considerazione, almeno in alcuni contesti, riguarderebbe anche l’Avvocatura dello Stato che sarebbe chiamata a supportare l’attività dell’amministratore giudiziario per quanto di sua competenza. Se consentito, non improprio sembra, per certi versi, il parallelismo con Decreto Legislativo 8 giugno 2001, nr. 231 il cui ampliamento dei reati presupposto non e' lontano da quanto accade con il Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, la cui applicazione sembra in continua estensione anche per contesti criminosi e reati estranei alla fenomenologia mafiosa. Luca Cosentino

 

 


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