Responsabilita’ civile sindaci
La responsabilita’ concorrente e solidali dei sindaci per le condotte illecite poste in essere dagli amministratori si configura al verificarsi delle seguenti condizioni (c. 2, art. 2407 c.c.): - un fatto presupposto: gli amministratori devono avere realizzato atti di mala gestio dannosi per la società e/o i creditori; - una condotta illegittima: i sindaci non abbiano vigilato ed operato conformemente agli obblighi connessi alla loro qualifica; - il collegamento causale: la condotta illegittima dei sindaci è concausa del danno prodotto dagli amministratori. Secondo la sentenza 1° ottobre 2011 nr. 11586 del Tribunale di Milano, l’obbligo di vigilanza dei sindaci, in particolare, non si ferma allo svolgimento di compiti di mero controllo formale, ma si estende anche al contenuto della gestione, considerando che al collegio sindacale spetta il potere di chiedere agli amministratori notizie sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati fatti (cfr. Cass. 28 maggio 1998 n. 5287 e Cass. 7 maggio 1993 n. 5263). Il dovere di vigilanza e controllo, peraltro, non si limita all’attività degli amministratori, essendo totalitaria. Anche il patteggiamento ex art. 444 c.p.p. conseguito, come nel caso, dai sindaci nell’ambito del procedimento penale per concorso nella bancarotta fraudolenta, non può che considerarsi come grave indizio a carico dei sindaci ai fini dell’accertamento della loro responsabilità, non essendo corretto ritenere che il materiale istruttorio tratto dal giudizio penale non possa avere alcun rilievo nel processo civile poiché il giudice civile può trarre elementi di prova da tutte le fonti in suo possesso.

 

 


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