Concordato preventivo senza liquidatore giudiziale – Tribunale di Pescara 11.10.2011, Est. Filocamo
Concordato preventivo senza liquidatore giudiziale – Tribunale di Pescara 11

Concordato preventivo senza liquidatore giudiziale – Tribunale di Pescara 11.10.2011, Est. Filocamo

Con decreto depositato in data 11.10.2011, il Tribunale di Pescara (Giudice Estensore Francesco Filocamo) ha omologato la procedura di concordato preventivo di società in liquidazione il cui ricorso ex art. 161 L.F. prevedeva l’assenza della figura del Liquidatore Giudiziale al fine esplicito di sfruttare il know-how tecnico/commerciale del rappresentante legale nelle operazioni accessorie all’alienazione di particolari macchinari nonché di contenere le spese di procedura. Infatti, l’avallata richiesta di accordare la permanenza del liquidatore, in luogo del subentro della omonima figura di nomina giudiziaria, era supportata dalla dichiarata disponibilità del liquidatore volontario ad assolvere al medesimo ruolo endoconcorsuale senza compensi per l’attività espletata.

Nel caso di specie, però, si concretizza una duplice funzione sia in capo al nominato Commissario giudiziale sia in capo al liquidatore in quanto i medesimi assumono, rispettivamente, la qualifica di Protector e di trustee nell’ambito del trust autodichiarato di terza società conferente il proprio patrimonio in favore della massa concordataria (beneficiaria della liquidazione della società intervenente dopo che questa avrà soddisfatto i propri creditori particolari).

Con tale soluzione si delinea, infatti, un duplice fenomeno virtuoso. Innanzitutto, la coincidenza delle figure del Commissario giudiziale del c.p. e del Protector del trust autodichiarato eleva la capacità di controllo di colui a cui è demandata la vigilanza sull’attività liquidatoria, sia interna che esogena alla procedura concorsuale. In secondo luogo si perviene a consentire un ulteriore contenimento dei costi essendo l’attività del Protector intrinsecamente e soggettivamente unificata nell’unica persona, dotata quindi di poteri ancor più penetranti, ovvero quella del Commissario giudiziale, che avrebbe comunque dovuto assolvere al ruolo di guardiano del trust per cui si evitano ulteriori esborsi per tale ultima qualifica formale.

Comunque, il decreto di omologa definisce in maniera analitica le prescrizioni in capo al liquidatore, sia di ordine informativo, che operativo, nei confronti degli organi giudiziari, disponendo minuziosamente il disciplinare a cui deve attenersi il liquidatore con specifico riferimento all’attività di vendita del patrimonio societario.

Il c.p. in argomento si caratterizza, altresì, per l’assenza di distinzione in classi di creditori chirografari pur considerando che la proposta accettata dalla maggioranza della platea creditoria prevede l’esistenza di alcuni chirografari da pagare in misura integrale (rispetto alla misura parziale prevista per altri dello stesso rango). Nel concreto, si tratta di creditori garantiti dalla società che interviene con il trust autodichiarato per cui il pagamento integrale in loro favore si struttura nel senso che la quota parte che eccede la percentuale proposta non deriva dalla liquidazione della società concordataria bensì dalla liquidazione dei beni della terza società conferiti in trust.

Luca Cosentino


 

 


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