Concordato Preventivo e sostituto d’imposta - Corte di Cassazione, Sent. n. 12422, 8.6.2011
L’apertura della procedura di concordato preventivo con cessione dei beni, e la successiva omologazione, non muta la titolarità dell’obbligazione di versamento delle ritenute fiscali per i pagamenti eseguiti nel corso della procedura, ossia della liquidazione giudiziale, infatti rimane invariata la qualifica di sostituto d’imposta attribuita al debitore. Ancora, il debitore in concordato preventivo, conformemente al principio di conservazione della legittimazione processuale che scaturisce dalla mancanza di una norma analoga a quella prevista, con riferimento al fallimento, dall’art. 43 del RD n. 267/42, resta soggetto passivo d’imposta: il liquidatore giudiziale, nominato dal tribunale in sede di omologazione, agisce, infatti, unicamente come mandatario dei creditori, beneficiando della disponibilità, ma non della proprietà, dei beni compresi nell’attivo concordatario. Conseguentemente, il debitore rimane parte sostanziale di tutti i rapporti patrimoniali, compresi quelli di natura tributaria, a costui direttamente riconducibili, e rispetto ai quali è legittimato ad interloquire (cfr. Cass. nn. 11520/2010, 4728/2008 e 6211/2007). Corte di Cassazione, Sentenza n. 12422, 8 giugno 2011

 

 


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