Non prededucibile l’IVA dei professionisti creditori concorsuali
Non prededucibile l’IVA dei professionisti creditori concorsuali

Non prededucibile l’IVA dei professionisti creditori concorsuali

La sentenza della Corte di Cassazione nr. 8544 del 14 aprile 2011 ha confermato il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità sulla questione della prededuzione dell’IVA di rivalsa del professionista nel momento in cui emette fattura per l’avvenuta riscossione in tutto o in parte del suo credito maturato prima della dichiarazione di fallimento.

La S.C. affronta anche la questione dell’indebito arricchimento di cui all’art.2041 c.c. affermando che il credito IVA di cui fruisce il fallimento è frutto del sistema di contabilizzazione dell’imposta, infatti analoga situazione si verifica nell’ipotesi di emissione di fattura prima della dichiarazione di fallimento, aggiungerei, ogni volta che un soggetto emette fattura con IVA che non riscuote. Ma la sentenza appare assolutamente condivisibile sul punto in quanto l’IVA su fattura emessa per credito ante fallimento non è detraibile in procedura e quindi non provoca un credito di cui potrebbe beneficiare l’ultimo creditore soddisfatto.

Facendomi carico delle ragioni dei creditori professionisti (sul punto ho ampiamente scritto v.sito Ce.S.Con.), non mi dispererei in quanto la sentenza esclude la prededuzione ma non il pagamento dell’imposta da collocare nel rango chirografario.

La questione non appare comunque esaurita, si pensi alla stridente diversità di trattamento che si verifica nel caso in cui il professionista creditore sia un contribuente minimo e non emette fattura con IVA ed un contribuente normale che percepisce, a parità di quota di riparto con il contribuente minimo, un importo inferiore (vi risparmio l’esempio numerico).

Sergio Cosentino


 

 


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