Art. 18 L.F. - Cassazione 05.11.2010 nr. 22546 Est. Didone
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Art. 18 L.F. - Cassazione 05.11.2010 nr. 22546 Est. Didone

La Suprema Corte ha cassato la sentenza di Corte d’Appello, che confermava la sentenza di fallimento, con la quale il Giudice di secondo grado negava la valutazione della prova documentale inerente ai requisiti di fallibilità introdotta, per la prima volta, dal debitore con reclamo.

Infatti, nel giudizio di impugnazione contro la sentenza di fallimento, relativamente alle cause in cui si applica la riforma ex D.Lgs nr. 169/2007, che ha cambiato l’art. 18 L.F. riqualificando tale mezzo come reclamo in luogo dell’antecedente appello, l’istituto, è caratterizzato, per la sua specialità, da un effetto devolutivo pieno cui non si applicano i limiti contemplati dagli artt. 342 e 345 c.p.c., pur attenendo il reclamo ad un provvedimento decisorio, emesso alla fine di un procedimento contenzioso idoneo ad acquisire i connotati di cosa giudicata.

Pertanto, il debitore non costituito davanti al Tribunale, può rappresentare, in occasione del reclamo, inediti strumenti di prova allo scopo di dimostrare l’esistenza dei limiti dimensionali ex comma 2, art. 1, L.F., considerando che, come già asserito dalla Cassazione il 1° luglio 2009, permane un rilevante potere di indagine officiosa in capo all’organo giudicante.


 

 


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