Lotta ai crimini contro l’ambiente. A breve utilizzabile l’arsenale della 231
Lotta ai crimini contro l’ambiente

Lotta ai crimini contro l’ambiente. A breve utilizzabile l’arsenale della 231

Il Consiglio dei Ministri approverà, questa settimana, lo schema di decreto legislativo che estende la responsabilità penale amministrativa a molteplici reati ambientali.

In sostanza, il Governo si appresta ad inserire, tra i reati presupposto che comportano l’applicazione delle pesanti sanzioni contemplate dal D.Lgs 231/2001, i reati ambientali che erano stati contemplati già nella norma originaria del 2001 ma, a fronte di pesanti pressioni sul legislatore, furono all’epoca cancellati dalla stesura finale.

Il provvedimento prevede, inoltre, l’introduzione di nuove fattispecie di condotte ai danni dell’ambiente attualmente penalmente non sanzionate per cui il ventaglio degli strumenti punitivi contro questo genere di reati sarà completo sia nella casistica sia nelle sanzioni da infliggere.

Per rendere l’idea dell’importante novità che il C.d.M. intende introdurre, si rammenta che l’art. 9 del D.Lgs 231/2001 prevede questo genere di sanzioni amministrative a carico della persona giuridica:

a) la sanzione pecuniaria;

b) le sanzioni interdittive;

c) la confisca;

d) la pubblicazione della sentenza.

2. Le sanzioni interdittive sono:

a) l'interdizione dall'esercizio dell'attivita';

b) la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell'illecito;

c) il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio;

d) l'esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di quelli gia' concessi;

e) il divieto di pubblicizzare beni o servizi.

Ai sensi dell’art. 10 la sanzione amministrativa pecuniaria si adotta:

1. Per l'illecito amministrativo dipendente da reato si applica sempre la sanzione pecuniaria.

2. La sanzione pecuniaria viene applicata per quote in un numero non inferiore a cento ne' superiore a mille.

3.L'importo di una quota va da un minimo di lire cinquecentomila ad un massimo di lire tre milioni.

L’art. 19 prevede, appunto, anche la confisca:

1. Nei confronti dell'ente e' sempre disposta, con la sentenza di condanna, la confisca del prezzo o del profitto del reato, salvo che per la parte che puo' essere restituita al danneggiato. Sono fatti salvi i diritti acquisiti dai terzi in buona fede.

2. Quando non e' possibile eseguire la confisca a norma del comma 1, la stessa puo' avere ad oggetto somme di denaro, beni o altre utilita' di valore equivalente al prezzo o al profitto del reato.

Luca Cosentino


 

 


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