Operazioni rilevanti Iva di Saverio Mancinelli
Comunicazione telematica “operazioni I

Comunicazione telematica “operazioni I.V.A. rilevanti”

Tramite il D.L. 04 luglio 2006, n.223 (c.d. decreto “Bersani”) convertito nella L. 04 agosto 2006,

n.248 era stato ripristinato, dopo circa 15 anni, a carico dei soggetti I.V.A. l’adempimento fiscale di

presentazione degli elenchi clienti e fornitori. La circolare n.53/2007 dell’Agenzia delle Entrate,

chiariva che tra i soggetti obbligati rientravano anche “i curatori fallimentari ed i commissari

liquidatori”. L’adempimento veniva eliminato tramite l’emanazione dell’art. 33, comma 3, del D.L.

112 del 25 giugno 2008, convertito nella L. 06 agosto 2008 che ha cancellato per tutti i contribuenti

l'obbligo di presentazione dell'elenco clienti-fornitori dal periodo d'imposta 2008.

Oggi l’abrogato adempimento di presentazione degli elenchi clienti e fornitori appare

“reintrodotto”, anche se in forma differente, con modalità non analoghe e più selettive, mediante

l’art. 21 del D.L. 78/2010 convertito, con modificazioni dalla L. 30 luglio 2010, n.122, che ha

disposto l’obbligo di comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini I.V.A. Oggetto

della comunicazione (da effettuarsi entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello cui si riferiscono

le operazioni) sono le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese e ricevute dai soggetti passivi

ai fini dell’I.V.A., per le quali i corrispettivi dovuti sono di importo pari o superiore a 3.000 euro al

netto dell’I.V.A. (limite elevato a 3.600 euro per le operazioni per le quali non ricorre l’obbligo di

emissione della fattura). Al fine di garantire la graduale introduzione dell’obbligo comunicativo,

solo per il periodo d’imposta 2010 è stata innalzata la soglia a 25.000 euro ed il termine entro cui

deve essere effettuata la comunicazione è stato posticipato al 31 ottobre 2011.

In argomento non sembrano sussistere dubbi sul fatto che tale adempimento debba essere posto

in essere anche dal curatore fallimentare per le operazioni compiute nel corso della procedura,

non essendo previsto alcun esonero in tal senso. Appare invece lecito interrogarsi, in assenza di una

specifica previsione al riguardo, se lo stesso curatore debba o meno provvedere anche alla

comunicazione dei dati relativi alle operazioni compiute prima dell’apertura della procedura.

Proprio l’assenza di una specifica previsione normativa fa propendere per una soluzione in senso

negativo; tuttavia non si esclude che, mediante i soliti “ampliativi chiarimenti ufficiali”, anche tale

(ulteriore) incombenza possa essere posta a carico dei già vessati curatori fallimentari.

dott. Saverio Mancinelli


 

 


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