Fallimento: le nuove linee guida per l’accesso alle nuove risorse
FALLIMENTI - Pronte le linee guida per le imprese in crisi

Fallimento: le nuove linee guida per l’accesso alle nuove risorse

Per le crisi d’impresa la soluzione arriva dalle nuove linee guida che Assonime e Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, con l’aiuto dell’Università di Firenze, hanno approvato di recente. Si tratta di un documento che, sulla base delle novità normative e, soprattutto, delle ultime sentenze in materia, è stato redatto per fornire a professionisti, banche ed imprese gli strumenti operativi per risolvere il risanamento con l’utilizzo di capitali freschi. Esso si compone di due parti: una relativa al finanziamento delle imprese in crisi che non sono in procedura fallimentare, l’altra dedicata all’ingresso di nuova finanza nei fallimenti già dichiarati. Le linee guida si soffermano anche sulla necessità dell’indipendenza del ruolo del professionista nei piani di ristrutturazione, il che comporta che tale ruolo non possa essere ricoperto dal consulente abituale, né dal sindaco, né dall’amministratore tantomeno da un socio. Quanto alla verifica della correttezza dei dati aziendali, il professionista, che se ne assume la completa responsabilità circa la loro attendibilità, deve porre particolare attenzione agli elementi che, dal punto di vista quantitativo, sono più rappresentativi, ovvero i flussi di cassa attesi e gli elementi del capitale circolante. Nel documento si raccomandano la redazione del piano nel rispetto dei criteri di trasparenza e, soprattutto, in un arco temporale non superiore a 3-5 anni. Riguardo al limite temporale una eventuale proroga è ammessa solo se adeguatamente motivata. Infine le indicazioni consigliano di inserire nel piano, sebbene ciò non sia richiesto dalla legge, l’elenco degli atti, dei pagamenti e delle garanzie che verranno realizzati per consentire agli interessati di ricostruirne l’esatto percorso giuridico. Va da sé che il risanamento può essere effettuato solo laddove la gestione societaria sia corretta, onde evitare eventuali successive contestazioni.

Arianna Di Salvatore


 

 


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