Art. 101 L.F. - Cassazione 5 marzo 2009
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Art. 101 L.F. - Cassazione 5 marzo 2009

L’art. 101 L.F., nel prevedere che i creditori possono chiedere l’ammissione al passivo fino a che non siano esaurite tutte le ripartizioni dell’attivo fallimentare, pone solo un limite cronologico all’esercizio di tale diritto potestativo; limite logicamente giustificato in considerazione dell’interesse all’istanza, non è configurabile con riguardo ad un attivo inesistente, ma non riconosce al creditore l’ulteriore non diritto a non vedersi pregiudicato il futuro soddisfacimento del credito, nelle more dell’ammissione, dall’attuazione della riparto; ne consegue che la domanda di insinuazione tardiva di un credito non comporta una preclusione per gli organi della procedura al compimento di ulteriori attività processuali, ivi compresa la chiusura del fallimento per l’integrale soddisfacimento dei creditori ammessi o per l’esaurimento dell’attivo, né comporta un obbligo per il curatore di accantonamento di una quota dell’attivo a garanzia del creditore tardivamente insinuato, atteso che tale evento no è contemplato tra le ipotesi di accantonamento previste dall’art. 113 L.F.

Corte di Cassazione, Sez. I, 05.03.2009, nr. 5304


 

 


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